lunedì 18 novembre 2019

Colluttazione tra Torre e gli uomini della scorta di Renzi

Venerdì 17 novembre ventidiciassette alla stazione ferroviaria di Piacenza

Colluttazione tra Torre e gli uomini della scorta di Renzi

in occasione della visita di Matteo Renzi a Piacenza, Torrepresidente tenta di avvicinare lo sfidante ... ma finisce male!


Avendo appena incassato un selfie con Pier Luigi Bersani, che nel farlo mi ha elogiato per il coraggio che ho dimostrato nel portare avanti una campagna elettorale ben oltre il limite del surreale, ho osato pensare che con Matteo Renzi sarebbe stata la medesima cosa. Ma mi sbagliavo di grosso!

Per quanto alla mano è il leader di Articolo Uno, Tanto inavvicinabile e circondato da gorilla è il secondo.

Vero è ben che a circondarsi di gorilla è solo chi teme per la propria incolumità, ma è altrettanto vero che uno schieramento di forze di pubblica sicurezza, come era quello allestito alla stazione ferroviaria di Piacenza, ed un corollario di guardie del corpo in borghese, ma molto ben riconoscibili, serve per fare effetto, per dimostrare una importanza ed una autorevolezza del personaggio, spesso di gran lunga superiori a quelle reali.

Renzi ha scelto di vivere in una torre d’avorio, di essere inavvicinabile per che potrebbe dargli fastidio o metterlo in difficoltà.

Con questi presupposti si è consumata la mia comparsata alla stazione, e vi assicuro che non è stata piacevole.

Non mi è capitato nulla di grave, se non quella sgradita sensazione che si prova quando si è alloctoni, completamente fuori contesto.

La mia distanza da Renzi e dal PD è veramente siderale. Lui incarna ciò contro cui combatto, lui è il peggior imbonitore della politica in questo momento. Lui ha traghettato la sinistra verso la destra, ha trasformato il PD in un gruppo di potere attento agli interessi di pochi grandi gruppi multinazionali e disattento nei confronti delle esigenze della gente comune.

Lui ha creato un sistema, un contesto, nel quale l’infelicità è diventata una regola, una conseguenza inevitabile.

L’infelicità della gente comune, ben inteso, non la sua, che viceversa pare non esistere.

Ad ogni buon conto non ripeterò più certe performances, sono troppo avvilenti anche per chi vuole prenderli per il culo.

Dio vi Benedica e Dio benedica l’Italia!

FIRMATO TORRE


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