sabato 21 settembre 2019

Perché Io in realtà sono Jonathan Swift

Piacenza 10 novembre 2017 – scritto per la fabbrica dei grilli

Perché Io in realtà sono Jonathan Swift

Che ci sia vita su Marte è un fatto accettato ed accertato dalla scienza ufficiale. Non lo si è mai divulgato, ma i miei molti amici scienziati me lo confermano: su Marte c’è un ciclo diurno dell’anidride carbonica la cui unica spiegazione può essere quella della presenza di micro organismi che vivono di fotosintesi.

Dunque la vita è un fenomeno comune, qualcosa di scontato, di connaturato all’esistenza stessa dei sistemi stellari.

Le probabilità che si sviluppi sono talmente alte da consentirci, ragionevolmente di predire che attorno ad ogni stella ci sia qualcosa che respira.

Tra la vita e la vita intelligente però vi è una bella differenza.

La vita intelligente è quella della scimmia nuda, ovvero di qualcosa di umanoide ed antropomorfo.

Molto meno probabile della vita pura e semplice, ma per la legge dei grandi numeri, ragionevolmente esistente.

In questo preciso momento, in qualche angolo del cosmo è possibile che ci sia qualcuno che guarda da questa parte.

L’unico problema che ho, è collocarlo. Dovrebbe essere un posto bello, molto bello, lontano, ma non troppo, ed un posto vivibile felicemente.

I connotati della vita lo impongono, ma vi immaginate un extra terrestre che immagina noi seduti a tavola nel mezzo di una discarica di rifiuti tossici o immersi nei miasmi dei fumi delle fabbriche del polo chimico di Marghera?

Un gioco di specchi nel quale lo specchio non riflette esattamente ma idealizza, toglie di mezzo la schifezza per raffigurarci puri, come non siamo, come non siamo mai stati.

Allora proviamo a specchiarci e mettere questo umanoide con mani ed occhi, come qualunque umanoide del resto, e nudo come le scimmie nude, vicino ad una di quelle minuscole stelline che ad occhio appaiono come una nube luminescente nel cielo del sud e che gli uomini chiamano grande nube di Magellano.

Dovete sapere che la scienza dice che quella non è una Nube vera, ma è un piccola galassia satellite della nostra. Le sue stelle sono così lontane da noi da non apparirci come puntini luminosi ma come un batuffolo di luce. Chissà se hanno davvero ragione loro, anche se sospetto di si, perché guadrandola con un telescopio, nemmeno troppo potente, si vede che quella nuvoletta in realtà è fatta di tante minuscole stelline.

Se il mondo non fosse fatto in modo strano, potrei puntare lì il mio telescopio ogni notte, e non avrei più bisogno della televisione per svagarmi. Ma da qui la nube di Magellano non si vede. Così mi tocca guardare i telefilm .. che è tutto un altro spettacolo.

Per vedere la nube di Magellano bisogna essere in Africa, il che mi fa desiderare spesso di emigrare là, e non mi consente di capire le ragioni di chi invece viene qui.

La Grande Nube, così come la Piccola, da sole valgono di più di un viaggio, di più di un oceano da attraversare su un guscio di noce, di più di un miraggio.

Ma se davvero là c’è qualcuno che osserva, e col pensiero ci immagina, vi rendete conto di quello che vede?

Non è un cielo notturno normale, è un fenomeno da mozzare il fiato, da lasciare senza parole, sempre che quel qualcuno lo sappia cosa sono le parole.

Perché quel cielo sarebbe riempito quasi per intero da una nube gigantesca con grandi bracci a spirale e giochi di luce mirabolanti.

Altro ché il nostro cielo!

Pesare a me stesso là, seduto a contemplare questa meraviglia mi ha sempre fatto pensare alla parola fine.

Come se dopo potesse anche smettere il sogno, come se il dopo potesse semplicemente non esserci.

L’unica cosa che dimenticavo di dirvi è che là gli uomini volano, e che vivono su zolle di terra volanti, portate in giro da enormi dirigibili ad aria calda.

Un po’ come le isole volanti di Gulliver, che dimostra che il pusher di Swift per metempsicosi si è reincarnato nel mio o forse Jonathan Swift stesso si è metempsicosizzato in me.

Se pensate che Galileo Galilei è morto nel giorno in cui Isac Newton nasceva … qualche dubbio viene.

Sempre che la terra non sia piatta, perché, altrimenti, avrei sbagliato proprio tutto.

Firmato Torre


Visualizzazioni: 193
Altre Pagine sull'argomento
  • #TORRESINDACO: GENIO E SREGOLATEZZA RACCONTATI IN UN LIBRO
    zerocinque23 dedica un servizio al libro su Stefano Torre.
    #TORRESINDACO: GENIO E SREGOLATEZZA RACCONTATI IN UN LIBRO. zerocinque23 dedica un servizio al libro su Stefano Torre.
    Pubblicata il:05/12/2017
  • [Piacenza Sera] TorreSindaco, in un libro la storia del "candidato bionico"
    Arriva in libreria il volume #TorreSindaco (Papero Editore), che racconta la vicenda di Stefano Torre dall'infanzia
    Arriva in libreria il volume #TorreSindaco (Papero Editore), che racconta la vicenda di Stefano Torre dall'infanzia - con la scoperta della malattia, gli anni di sofferenze, i due interventi e il ritorno alla vita - fino alla bizzarra campagna elet
    Pubblicata il:05/12/2017
© Tutti i diritti sono riservati
powered by Infonet Srl Piacenza
Privacy Policy
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Maggiori informazioniOK
- A +